La fine di Ercole in due tragedie manoscritte dell’Ancien Régime

Autori

  • Corrado Cuccoro Università Cattolica del Sacro Cuore

DOI:

https://doi.org/10.4454/dioniso.v15.1335

Parole chiave:

Jean-Julien-Constantin Renout, Pierre-François-Alexandre Le Fèvre, Sophokles, Seneca, Erakles, theatrical manuscript, French teather

Abstract

Hercule, tragedia di Jean-Julien-Constantin Renout andata in scena a Parigi una sola volta il 28 febbraio 1757, sopravvive in un manoscritto conservato negli archivi della Comédie Française. La commedia si basa sul mito dell'eroe greco che muore, sviluppato a Roma da Ovidio e dall'autore dell'Ercole Eteo (tradizionalmente attribuito a Seneca). Anche dopo i saggi di S. Pitou (1976 e 1980) e D. J. O'Shea (1982), il testo richiede uno sforzo critico; il presente lavoro vuole appunto essere un contributo a un'auspicabile edizione critica. Hercule au Mont Oeta, tragedia di Pierre-François-Alexandre Le Fèvre (1741-1813) ispirata a Ovidio e anche all’Ercole Eteo, debuttò al Théâtre Français di Parigi il 24 maggio 1787 e in seguito fu rappresentata solo altre sei volte. Il testo non fu stampato; tuttavia, esiste una bozza manoscritta, come ha sottolineato D. J. O Shea. L'opera è interessante non solo per la sua rilevanza nel filone teatrale di Ercole, ma anche come testamento spirituale di Le Fèvre, e certamente un'edizione critica – che questo articolo intende promuovere – sarebbe benvenuta.

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Pubblicato

2025-04-23

Fascicolo

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