Luigi Ghirri: il tempo del reale
DOI:
https://doi.org/10.4454/23gb0b75Parole chiave:
Luigi Ghirri, photography, the Real, gaze, timeAbstract
L’articolo propone una lettura filosofica e psicoanalitica della fotografia di Luigi Ghirri, interrogandone il rapporto con il tempo, il reale e l’esperienza dello sguardo. Le sue immagini vengono analizzate come luoghi di sospensione in cui il visibile si offre e al tempo stesso si sottrae, aprendo una particolare esperienza temporale della malinconia. Attraverso il confronto con autori quali Benjamin, Agamben, Barthes, Deleuze e Lacan, la fotografia emerge infatti come traccia di una perdita originaria, come oggetto capace di mettere in crisi ogni appropriazione definitiva del senso. Le immagini di Ghirri appaiono così come spazi di attesa, in cui il reale si manifesta nella forma di uno scarto che continua a interrogare lo sguardo.
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