Quando la questione ruota intorno al romanzo o all’opera teatrale – La fin de siècle al confronto con appartenenze di genere, classe e ambizione letteraria
DOI:
https://doi.org/10.4454/syn.v4.904Parole chiave:
Society, Women’s status, Class, Fin de siècle, Henrik Ibsen, E. M. Forster, John GalsworthyAbstract
Il contesto della fin de siècle diede uno stimolo importante agli scrittori per ciò che riguardava la rappresentazione delle distinzioni fra le classi sociali e dell’oppressione femminile in epoca vittoriana. Lo stile lirico di E.M. Forster e John Galsworthy consentì loro di esplorare ciò che i vittoriani avevano celato: le disparità in Inghilterra tra le classi operaie e gli strati più elevati, nonché la vita delle donne, sottomesse alla volontà dell’Impero. Nel 1879, il drammaturgo norvegese Henrik Ibsen diede alle stampe Casa di bambola, opera dal valore profetico. Forster e Galsworthy si mossero lungo percorsi meno marcati, ma dialogarono anch’essi con temi sociali e politici filtrandoli tramite il linguaggio artistico. La loro abilità inventiva risiedeva nella capacità di mascherare elementi connessi a distinzioni di classe, falsità, inganni e trasgressioni, mantenendo i lettori come sospesi in uno stato di inconsapevolezza, salvo poi metterli a confronto con eventi inattesi. In Howards End, pubblicato agli albori del Novecento, Forster esplora questioni di classe, strategie sotterranee, confini e limiti sociali, intrecciando lirismo ed episodi inerenti alla violazione di un testamento, all’appropriazione illecita, alla maternità fuori dal matrimonio, all’omicidio o all’omicidio colposo, ma delineando al contempo un quadro di serenità bucolica, con famiglie e matrimoni apparentemente felici. Man of Property (il primo libro della Forsyte Saga), a firma del Premio Nobel John Galsworthy, uscì poco dopo Howards End e, in modo analogo, fonde atmosfere poetiche e questioni pratiche, l’idealismo che alimentò la speranza in un mondo e un secolo nuovi con le aspettative derivanti dal pragmatismo di una precisa tipologia di Englishman: la ‘mia proprietà’, ‘mia moglie’, la ‘mia vita’, la ‘mia famiglia’, con il possessivo ‘mio’ sempre al primo posto, ma destinato a scontrarsi con i cambiamenti sopraggiunti durante la fin de siècle.
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