La fame e il desiderio. Il clima filosofico francese 1930-1940
DOI:
https://doi.org/10.4454/mefisto.6-1-2.531Parole chiave:
Hegel, Kojève, Koyré, mythological machineAbstract
Parigi, anni Trenta: questi sono gli anni eroici della filosofia. Fermento e fluidità, l’introduzione delle scuole di pensiero tedesche (fenomenologia, il nascente esistenzialismo), la rivalutazione dell’idealismo. In questo contesto, un giovane russo, Alexandre Kojève, con il suo seminario su Hegel, getta le basi affinché, da un punto di vista genealogico, quell’epoca diventi il fondamento del pensiero francese da allora in poi. Indagare la genesi di quel seminario, avvolto da favolosi aneddoti e storie più o meno bizzarre, significa anche affrontarne gli effetti – poiché esso passerà da mito fondativo a mitologia operativa, o meglio a una “macchina mitologica” che segnerà la successiva stagione filosofica. Concetti come riconoscimento, desiderio, negatività, sovranità, violenza, dominio, servitù, tirannia, saggezza: concetti che devono molto a quel seminario e con cui, da allora, si è scritto il giornale filosofico di un’epoca.
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